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Posted by Italy Stone Marble Blog | Ambienti pubblici, Architettura, Facciate, Musei, Pietra, Rivestimenti

Il progetto del Museo Archeologico di Oviedo è firmato dallo studio PardoTapia Arquitectos che ha vinto un concorso indetto dal Ministero della Cultura nel 1999 per l’ampliamento del museo situato all’interno di un edificio storico.  Il progetto è stato vinto nel 2002 e la costruzione è durata dal 2004 al 2008. Lo studio con oltre 30 anni di esperienza è stato fondato dai progettisti Bernardo García Tapia e Fernando Pardo Calvo con sede a Madrid.

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Il Museo Archeologico delle Asturie è ospitato dal 1952 nel vecchio chiostro del convento di San Vicente, un edificio di stile romanico datato 761 che ha subito vari rifacimenti nel corso del tempo. Come l’imponente chiostro datato 1530 formato da volte di carattere gotico e sormontato da un fregio di stile rinascimentale.  Datata 1670 invece è la facciata principale  del monastero con la splendida porta barocca. Una struttura che riflette il potere economico del monastero e la sua ricchezza favorita da costanti donazioni. Agli inizi dell’800 la struttura è diventata sede di uffici amministrativi ed è stata dichiarata monumento storico-artistico.

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Secondo i progettisti un museo dovrebbe potenziare la capacità evocativa della memoria. Per questo il museo diviene una somma di parti in cui ognuna ha il proprio valore e le proprie caratteristiche.

La storicità dell’ edificio e le sue integrazioni sono il frutto e il risultato del nuovo progetto che le valorizza e le evidenzia diventando una “piattaforma per rendere visibile ciò che è stato invisibile finora”.

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Ecco che anche il dialogo con lo spazio circostante diventa imprescindibile nel nuovo progetto infatti il nuovo museo è definito proprio dai suoi confini urbani. Gli spazi generati dall’espansione dell’edificio si richiamano alla trama storica e attraverso regolari geometrie e spazi interstiziali, le piazze storiche, gli angoli e il vicolo vengono ridefiniti e integrati.


La volontà dei progettisti di creare un edificio rinnovato ma allo stesso tempo con caratteristiche storiche è  ottenuta grazie all’utilizzo di “articolatori” , dettagli che danno un’identità al museo. Sono pilastri e capriate che diventano un elemento presente e riconosciuto che risponde alle esigenze rappresentative e simboliche dell’istituzione.

Le sale espositive diventano dei veri e propri chiostri moderni permeati di luce che viene dall’esterno ma anche minimali e ariosi.

La luce genera un vero e proprio flusso che garantisce la continuità spaziale dei diversi ambienti. Questo grazie alle lastre di alabastro utilizzate per rivestire l’intera facciata, di colore chiaro e con presenza di venature ma adatte ad ottenere effetti di luce e cromatici eterogenei.

A terra e nei rivestimenti di altre zone della struttura è invece impiegata la pietra limestone di origine calcarea che contribuisce con le sue texture a ricreare uno stile romanico.

Il progetto per il Museo Archeologico di Oviedo esplora i legami tra l’architettura contemporanea e quella religiosa come un’ occasione per ricostruire una storia e una memoria. Il linguaggio utilizzato è quello architettonico contemporaneo ma con rimandi e dettagli che rimandano al tempo passato. Il museo diventa così “una proiezione del tempo, non solo fisico ma anche emotivo”.

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