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Il Museo dell’Ara Pacis sorge lungo le rive del Tevere, il progetto del nuovo complesso museale è opera dello studio statunitense Richard Meier & Partners Architects  autore di celebri musei della seconda metà del Novecento.

Richard Meier con il suo tratto distintivo ha lasciato la firma in molte città europee e statunitensi : il colore bianco, le linee arrotondate e le superfici esterne candide e divise in grandi quadrati.

Il Museo custodisce l’Ara Pacis uno dei più importanti monumenti di epoca augustea.  L’altare del 9 a.C. è dedicato alla dea della pace e sanciva la celebrazione della fine guerra dopo quasi un secolo.

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Il nuovo complesso è stato inaugurato nell’aprile del 2006 dopo sette anni di lavori. L’edificio è stato concepito per essere permeabile e trasparente nei confronti dell’ambiente urbano, senza compromettere la salvaguardia del monumento.

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Il complesso si articola in tre settori. Il primo è una galleria da cui si accede tramite una scalinata tra via di Ripetta e il Lungotevere e raccorda la nuova costruzione alle chiese neoclassiche antistanti.

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La scalinata presenta due elementi di richiamo al passato una fontana, memoria del Porto di Ripetta e una colonna che misura dall’Ara la stessa distanza che, in età augustea, la separava dall’obelisco della grande meridiana.

Da qui si passa al Padiglione centrale, dove di giorno l’Ara è immersa nella luce diffusa dai lucernari e dalle ampie vetrate per garantire una visibilità massima. Il terso settore ospita una sala per convegni disposta su due piani, sopra la sala, un’ ampia terrazza si affaccia sul Mausoleo di Augusto.

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Nel nuovo progetto sono stati scelti materiali che potessero integrarsi con l’ambiente come il Travertino elemento di continuità con l’antico e al tempo stesso adatto ad un ambiente di grande passaggio. Oltre a questo tanto vetro per creare un effetto di trasparenza. Il travertino proviene dalle stesse cave da cui fu estratto quello per la realizzazione di piazza Augusto Imperatore negli anni Trenta. La lavorazione “a spacco” dall’aspetto materico è frutto di una tecnica messa a punto per lo stesso Meier.

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Importante anche l’ illuminazione sia interna che esterna con riflettori anti-abbagliamento.
L’intonaco bianco Sto-Verotec è stato impiegato su pannelli di vetro riciclato, estremamente levigato è resistente agli agenti atmosferici.
Il vetro temperato che racchiude l’Ara è composto da due strati, ciascuno di 12 mm, separati da una intercapedine di gas argon e dotati di uno strato di ioni di metallo nobile per il filtraggio dei raggi luminosi.

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La sua tecnologia, studiata per ottenere un rapporto ottimale tra resa estetica, trasparenza, fonoassorbenza, isolamento termico e filtraggio della luce, si spinge al limite delle attuali possibilità tecniche.

Ultima accortezza tecnica l’impianto di climatizzazione per mantenere un microclima interno stabile impedendo fenomeni di condensazione e stabilizzando la temperatura.

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