Uno studio di architettura è un laboratorio, è un luogo dove arte e tecnica si fondono.
L’Oustudio di Firenze ne è un magnifico esempio.
In mezzo ad una confusione incredibile, testimonianza di una attività in continuo fermento, emergono i colori di abbozzi di quadri dipinti su ogni materiale, modelli a grandezza naturale di oggetti di design, pezzi di lampade smontati, circuiti elettronici da cui fuoriescono fili, lampadine, led di ogni colore.

Pietra di Rapolano in uno studio di Architettura

E poi ancora disegni di architettura, abbozzi di plastici di studio.

Gli architetti Giorgio Cerrai e Cristina Razzanelli, titolari di questo magnifico luogo, per un po’ hanno partecipato alla conversazione con il fotografo, mostrando il loro studio e dedicando interesse a quello che stava accadendo.
Ma dopo un po’, richiamati da qualche invisibile pensiero che ha catturato la loro attenzione, hanno ri iniziato a seguirne il filo, quasi dimenticandosi di presenze estranee.Architetti a Firenze

Le foto tentano di descrivere un magnifico spazio e l’attività che all’interno si svolge.

L’ambiente, pur sovraccarico di oggetti che nel tempo si sono stratificati, è stato concepito come una vera e propria “officina”, liberando l’essenzialità del contenitore: le pareti sono state lasciate grezze, semplicemente colorate in nero o bianco per ottimizzare il controllo delle riflessioni della luce proveniente dall’esterno e per meglio esaltare i colori degli studi e dei disegni.

Arte e Travertino
Un pavimento in travertino, chiaro con venature sul grigio, richiama i colori delle pareti.

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