Posted by Lorenzo Polvani | Design, Materiali, Mosaico, Travertino

I mosaici in pietra di Rapolano vengono realizzati ritagliando mattonelle rotte durante la produzione, in tessere di forma e dimensione più piccola.

Così facendo viene evitato che la materia prima – il travertino – formatosi in tempi geologici, non diventi uno scarto, aggravando i costi per l’ambiente che il suo smaltimento impone.


Anzi, così riutilizzato, aumenta di valore, andando ad arricchire e decorando ambienti pavimentati e rivestiti, in piastrelle di Pietra di Rapolano.
Il primo passo di questo processo di riutilizzo del materiale è stato la progettazione di mosaici le cui tessere avessero una forma la cui composizione e ripetizione, fosse capace di generare un gradevole aspetto.
Sono nate così tutte le forme oggi disponibili nei mosaici in Pietra di Rapolano.
Il lavoro di designer e architetti ha sondato le varie composizioni geometriche e accostamenti di colore, lavoro tutt’oggi in itinere, visto che sempre nuove collezioni vengono aggiunte.

La prima fase del processo produttivo riguarda il taglio delle tessere delle dimensioni necessarie.

Dopo di che, le tessere vengono posizionate a mano in appositi stampi di materiale plastico che riproducono il pattern del prodotto finito, avendo cura che il retro del materiale rimanga a vista.



A questo punto, una rete di materiale plastico, viene incollata su questa superficie.

I fogli vengono messi ad essiccare.

Una volta terminato il processo, lo stampo di plastica viene rimosso e i fogli sono pronti per essere incassati per essere venduti.


Una ulteriore considerazione va fatta sulle selezioni di colore dei mosaici Pietre di Rapolano.
Come abbiamo visto, i mosaici in pietra nascono da mattonelle rotte, disponibili in tantissimi colori.
Teoricamente sarebbe stato possibile fare tutti i mosaici in tutti i colori delle selezioni Pietra di Rapolano. Ma la volontà era anche quella di contenere i costi finali di questo prodotto, consentendo l’utilizzo dei mosaici ad un ampio segmento di mercato.
Pertanto la scelta di non selezionare i colori delle tessere sembrava la più corretta, anche supportata da una considerazione progettuale precisa: una delle caratteristiche della Pietra è la sua marcata variabilità nel colore. Ci è sembrato pertanto corretto, che i mosaici fossero un campione rappresentativo delle variazioni di colore del travertino toscano.
I colori poi, se pure un mix di tutti i nostri, non potevano che stare benissimo insieme, provenendo tutti dalla stessa cava.
Nella storia dell’architettura e dell’arte, gli ambienti rifiniti a mosaico, sono sempre stati i più preziosi e pregiati. In passato, in virtù dell’abbondante mano d’opera a basso costo, era pensabile realizzare ambienti in  mosaico montando le singole tessere, una dopo l’altra, direttamente in cantiere.
Oggi questo sarebbe impensabile, perché troppo costoso.
L’utilizzo di mosaici preformati, costituiti da fogli di circa 30×30, hanno facilitato l’installazione, rendendola economicamente possibile!

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